1974-1979: rinascita e cavalcata verso la C1

E’ un paradosso, ma la nuova alba biancoazzurra passa proprio per… l’ultima, sfortunata giornata del torneo 1973-74 di Promozione ligure. Lo 0-0 col Gruppo C sul neutro di Alassio regala la promozione alla Sarzanese. Ma dimostra anche che la squadra c’è e può giocarsela l’anno successivo. L’ambizione di Amato, le capacità di Brenna, giocatori di livello (Giampiero Ventura, per esempio) sono la base per i futuri successi.

Il Presidente è scatenato, vulcanico. Ha riorganizzato la società (“Che ho preso con l’ufficiale giudiziario sulla porta”, ama dire), vuole un nuovo stadio, precorre i tempi delle sponsorizzazioni proponendo la possibilità per i clubs di abbinarsi ad uno sponsor e sogna la fusione di Sanremese e Imperia per arrivare alla Serie A. Progetto controverso, innovativo, che le “stanze dei bottoni” della Sanremo che conta non appoggerà mai.
Ma alcuni risultati emergono ugualmente. Intanto, prende piede il germoglio del tifo: dieci diversi club in città, con lo storico “Sanremese Club Bar Roma” che conta 545 soci. La campagna acquisti è lussuosa: arrivano il possente centravanti Tonoli, ex Bari, Rigato, ex Sampdoria, il furetto Masia dal Pontedecimo e Scaburri dal Brescia.

Unico problema è il rapporto fra allenatore e Presidente. Il pubblico ama Brenna, Amato no. Si ricorrono le voci di sostituti, fra questi anche il mitico Helenio Herrera, a Sanremo per curarsi dopo un infarto. Ma a complicare le cose, nella stagione 1974-75, è piuttosto il Little Club, piccola società genovese che è ospite al “Comunale” il 20 ottobre del 1974. Ad un certo punto un giocatore ospite si accascia al suolo, dicendo di essere stato colpito da un oggetto scagliato dalla tribuna. Vero o falso? Inizialmente il giudice sportivo gli crede, togliendo due punti alla Sanremese, ma poi la CAF ribalta la sentenza e punisce il giocatore-attore con due anni di squalifica!

Ma nessun inconveniente avrebbe fermato la Sanremese quell’anno: il 3 novembre i biancoazzurri battono il Pontedecimo e balzano in testa alla classifica, dove restano fino alla fine. La festa si consuma il 4 maggio 1975 al “Comunale” dopo la vittoria col Varazze per 4-1 (Tonoli, Tonoli, Zitta e Chiari). Sì, la Sanremese ora è davvero imprendibile: 48 punti, nove in più della seconda nel Gruppo C.

Nota triste della giornata è la morte sugli spalti di Giuseppe Boazzo, padre del grintoso terzino biancoazzurro di metà anni ’50. A lui è dedicato un importante club.

Nel 1975-76, prima dell’atteso torneo di Serie D, scoppia la grana legata allo stadio. Infatti, dopo anni di battaglie sullo sterrato, arriva il manto erboso. I lavori, sollecitati guarda caso da Amato, vanno aventi però lenti. La Sanremese potrà tornare al “Comunale” solo ad inizio 1976, e per ora devono accontentarsi del campo di Arma. Ma i biancoazzurri partono con rabbia: tre vittorie consecutive e sconfitta alla quarta giornata in un derby ad Imperia. Tutto esaurito al “Ciccione”: Sanremese subito sotto di due reti, rimane in dieci ma recupera fino al 2-2. Solo nel finale Gittone regala la vittoria ai nerazzurri. Novanta minuti memorabili, che non intaccano le velleità della Sanremese.

Il 15 dicembre 1975 però accade il “fattaccio”: la Biellese espugna Arma, e Amato esonera Brenna. Vanno via anche il vice Ventimiglia e l’allenatore della Berretti Rao. Il nuovo tecnico è Campagnoli, ma il suo esordio è da dimenticare: quattro sconfitte consecutive, e la Sanremese rimane ferma a quota 17. La squadra lentamente si riprende, il 22 febbraio riapre lo Stadio Comunale per il derby con l’Imperia, e i matuziani vincono 3-0. Il campionato va avanti fra alti e bassi, la Sanremese chiude al quinto posto con 35 punti e Campagnoli annuncia: “So già che è in arrivo un allenatore acclamato e voluto da tutti”. Si tratta di Gigi Bodi.

La stagione 1976-77 però inizia nel segno anche di altre corpose novità. Amato lascia il timone della società al già coinvolto Gianni Borra, imprenditore petrolifero emiliano d’origine ma milanese di adozione. Arrivano in biancoazzurro fra gli altri, il marcantonio Furlanis dall’Omegna, Budicin e Corbellini dal Savona, mentre partono, fra i mugugni dei tifosi, Ventura, Rigato e Tonoli, che – per Bodi – non servono più.

Scelte sicuramente errate quelle di Bodi, e la sua squadra infatti da promessa “macchina da guerra”, si trasforma in “armata Brancaleone”. La Novese degli “inutili” Rigato e Ventura espugna Sanremo per 3-2, si perde il derby con l’Imperia, e con la capolista Omegna è un goal fantasma segnato da Corbellini e non convalidato a negare il pareggio alla Sanremese. Inevitabile, l’8 febbraio, il cambio di panchina, seppure in termini inusuali: Bodi viene “messo a riposo per 30 giorni per un problema al menisco”, al suo posto ritorna Ceci Von Mayer. Si rischia a lungo la retrocessione, ma il sest’ultimo posto con 32 punti garantisce la salvezza. E la serenità per puntare, l’anno successivo, a qualcosa di importante, quando classificarsi fra le prime quattro vorrà dire C/2!

Borra, per il campionato 1977-78, ha una idea vincente: richiamare in panchina Gianni Brenna, beniamino della tifoseria. C’è l’annuncio ufficiale, ma Brenna tentenna ancora: non ha ancora sciolto i suoi impegni col Mantova e teme (sbagliando) che Amato, che lo esonerò, influenzi ancora la società. La soluzione alternativa si concretizza in Elvio Fontana, 34 anni, col quale arrivano sempre da Sestri Levante i difensori Adriano e Cichero e il centrocampista Cuccu. Dalla Juve arrivano Carraro, ex vice di Zoff, Maggioni, Chiogna e De Luca. I rapporti del tecnico sono freddi, ma la maga di Sanremo Maria Merogno assicura: “La Sanremese non fallirà l’aggancio alla C2!”.

Da subito, però, si capisce che saranno Savona e Imperia le protagoniste del campionato. E nel finale di stagione, nonostante l’azzecatissimo acquisto di Enrico Vella, le cose si complicano ulteriormente: la Sanremese viene infatti raggiunta al quinto posto, a quota 39, dalla Novese. Solo una verrà spedita in C/2, secondo il criterio dei meriti sportivi. E la Novese è la grande favorita, avendo vinto uno scudetto nel 1921-22.

Ma dalla Lega Semiprofessionisti di Firenze giunge la lieta novella: sono i biancoazzurri ad essere ripescati, grazie alla solidità economica garantita da Borra e all’azione diplomatica di Angelo Nicola Amato, nel frattempo divenuto consigliere della Lega!

Con la conferma di Elvio Fontana in panchina, parte l’avventura in C2 della Sanremese 1978-79. La campagna acquisti è dignitosa: arrivano Melillo dal Sestri Levante, Riolfo e Tosetti dalla Juventus, Bertazzon dal Torino, Olivieri dalla Pro Vercelli, Notaro dalla Sampdoria, Cantore dalla Dianese e Trevisani dal Casale.

Quest’ultimo giunge solo ad ottobre però, visti i problemi in mediana per la regia del gioco. Problemi che costano ben presto la panchina a Fontana, dopo la sconfitta col Derthona (0-1). Scelte tecniche discutibili, assedio al pulmann dei giocatori da parte dei tifosi, un feeling mai sbocciato: la frattura è insanabile. Sulla panchina siedono ora Bertucco e Caboni. E il cambio di rotta è deciso: Trevisani si dimostra giocatore di categoria superiore, e pure se costretti all’ennesimo esilio ad Arma per il rifacimento del manto erboso del “Comunale”, i biancoazzurri si avvicinano ai dominatori, fino a quel punto incontrastati, del campionato: Carrarese, Cerretese ed Imperia.

Vittoria, vittoria, vittoria: è un dolce ritornello quello del finale di campionato. A cinque turni dal termine, i matuziani raggiungono Imperia e Sangiovannese al secondo posto. La giornata dopo ecco l’aggancio in vetta, ora spartita fra Sanremese, Carrarese e Cerretese. Sette giorni dopo i biancoazzurri superano nel big-match la Cerretese al “Comunale” gremito da oltre 3000 persone, poi è il turno della Carrarese che passa indenne (1-1), ma prima Siena (1-0) e poi Prato (3-1) cadono ai piedi della Sanremese. Per le avversarie non c’è calcolo che tenga: il 9 giugno 1979 con le reti di Melillo, Maggioni e Scaburri, la Sanremese è in C/1!

Foto e notizie storiche tratte da:

Bruno Monticone e Sergio Sricchia con la collaborazione di Paolo Staltari,

Sanremo Biancoazzurra – Il Romanzo della Sanremese.