L’estate del 1987 è amarissima. Il calcio che conta, a Sanremo… sparisce. Certo, rimangono le altre due piccole realtà cittadine, la Carlin’s Boys e il Sanremo ’80, ma la prima con la sua vocazione ai giovani non ha le basi per diventare la nuova Sanremese, la seconda rifiuta seccamente nonostante la cronica mancanza di tifosi e la presenza, più o meno mascherata, di Gianni Borra nel direttivo e di ex biancoazzurri in rosa quali De Luca e Pietropaolo.
Per il Prof. Stefano Ferrari, storico dirigente biancoazzurro, non rimane altro che mobilitare tutte le sue conoscenze, amicizie sportive e politiche per compiere il miracolo. Bisogna costruire un club nuovo di zecca, che non abbia a che fare nulla con la vecchia società per evitare i problemi fallimentari (gli ingenti debiti) e che possa contare sull’appetito Stadio Comunale.
Ma i miracoli a volte accadono: Domenico Colucci, Silvano Griguolo, Marcello Cordone (ex giocatore della Sanremese negli anni ’50), Giancarlo Fogliarini, Eugenio Di Meco, Domenico Vellante, Augusto Porzio (per lunghi anni dirigente della vecchia Sanremese), Bruno Borgotallo (già presidente nella Serie D 1968-69), Beppe De Marchi e naturalmente il “regista” di tutto Stefano Ferrari, danno vita al nuovo “Sanremese Football Club 1904”.
Cadendo nel solito equivoco, che vuole la società fondata nel 1904, sette anni prima della sua effettiva nascita. Ma sono dettagli, ciò che conta è che finalmente il biancoazzurro possa uscire dagli uffici giudiziari e tornare in campo. E con Di Meco Presidente e Cichero allenatore-giocatore, questo diventa realtà: si riparte con la Terza Categoria.
Quello del 1987-88 è il primo campionato di Terza Categoria interamente imperiese, con squadre neonate come la Coldirodese e la Poggese ’87, e blasonate, come l’Imperia ’87, fallita l’estate precedente proprio come la Sanremese. E’ tutto sommato un buon campionato, la Sanremese arriva a vantare fra gli 800 e i 900 spettatori per i match di cartello, va in fuga nonostante qualche scivolone pericoloso (0-1 con la Poggese con goal di Giancarlo Calabria), ma l’Imperia rimane in agguato. E fa bene.
Nella Sanremese, nei primi sei match, gioca titolare Spano, proveniente dalla Carlin’s Boys. Ma il suo tesseramento risulta essere irregolare. E i sei punti conquistati con lui in campo vengono sottratti alla Sanremese. Col risultato che i “cugini” raggiungono in vetta proprio i biancoazzurri. Serve dunque lo spareggio per decidere chi sarà promosso in Seconda Categoria. Il teatro è il solito Sclavi di Arma, la cornice di pubblico è spaventosa (oltre 3000 persone), e la partita rispetta le previsioni. Dopo 90’, le squadre sono ancora inchiodate sullo 0-0. Sono necessari dunque i tempi supplementari. E al 114’ arriva il goal di Di Mari, imperiese di nascita, ma che indossa la casacca biancoazzurra. La Sanremese ha vinto, con merito, ed è promossa.
Poco dopo anche l’Imperia verrà ripescata, ma ciò non toglie nulla alla Sanremese. “La vittoria in quel campionato di Terza Categoria fu la nostra impresa più difficile”, dirà anni dopo Cichero.
1988-89, la squadra matuziana si ripete anche in Seconda. Arriva dalla Poggese il duo d’attacco Moraglia-Calabria, e per le avversarie non c’è nulla da fare: ancora una volta la Sanremese diventa un caso nazionale per le sue 23 vittorie consecutive. La Rai decide pure di effettuare un collegamento col campo di gioco di Cisano, dove c’è la Sanremese, con l’inviato Piero Chiambretti per una trasmissione domenicale.
La Prima Categoria del 1989-90 è un’altra cavalcata trionfale, condotta sempre da Cichero in panchina e con l’aiuto dei due “nuovi” acquisti: Enrico Vella e Fabrizio Gatti.
La Promozione del 1990-91, però, è altra cosa rispetto agli anni precedenti. E’ il vertice del calcio ligure, c’è il derby acceso con il Sanremo 80, c’è una Cairese che con Enrico Vella in campo spadroneggia e vince anche a Sanremo con goal di Spatari. La Sanremese chiude terza, per la prima volta dopo la rifondazione sveste i panni del leader. Ma non quelli della squadra-promozione: in quell’anno infatti viene istituito il nuovo campionato d’Eccellenza ligure, che farà da cuscinetto fra Promozione e Interregionale. E i biancoazzurri, col terzo posto, sono promossi di diritto!
Per puntare in alto bisogna concentrare però le energie e le risorse. Ed è per questo che dopo anni di dinieghi e campanilismi, Sanremo 80 e Sanremese FC firmano l’atto di fusione. E’ il 6 luglio 1991, le firme sono quelle di Fogliarini e Borra. Nasce così l’attuale Unione Sportiva Sanremese Calcio, che disputa il campionato di Eccellenza.
Il 1991-92 è un altro campionato trionfale, gestito con un gioco spettacolare e un bomber di razza, quel Luca Spatari che un anno prima nella Cairese aveva spento i sogni di primato biancoazzurro. Il salto nel CND, Campionato Nazionale Dilettanti, è cosa fatta. Ma anche a livello dirigenziale non mancano le sorprese: il nuovo numero uno ridiventa infatti Gianni Borra, il presidente della C1 degli anni ’80.
1992-93: la società si rafforza, mentre partono, con destinazione Cuneo, Cichero (per dissidi con lo stesso Borra), Baldisserri e Vernice. In panchina è chiamato Tonelli, ex bomber degli anni ’60 della Sanremese, ma i risultati stentano ad arrivare. Il girone di andata rimane comunque migliore di quello di ritorno, ma il settimo posto finale senza infamia né lode non gratifica nessuno. Anzi, Borra getta addirittura la spugna.
Nel 1993-94, la società passa nelle mani degli imprenditori armesi De Pasquale e Bassi. I nuovi proprietari richiamano in panchina Franco Rondanini, tecnico che già in C/1 aveva saputo conquistarsi l’affetto dei tifosi. Ma la squadra non va, la Sanremese è una sorta di stazione ferroviaria con giocatori che arrivano dal Sud in prova e pochi che realmente si fermano a giocare in Riviera. A febbraio viene richiamato in panchina Tonelli, ma le cose non cambiano. All’ultima giornata, contro il Bra, la Sanremese si gioca la salvezza. Deve vincere e sperare in una serie di risultati positivi dagli altri campi. Ma ciò non succede: i biancoazzurri perdono 1-0, si salvano lo stesso Bra e il Cuneo per la classifica avulsa.
La Sanremese, dopo anni di successi, retrocede in Eccellenza.
E in società si prepara l’ennesimo colpo di scena. Borra riprende in mano “ad interim” la società. Chiama Pignotti in panchina, ma dopo un inizio sfolgorante (tre vittorie consecutive), la corsa si interrompe. E il presidentissimo, allora, richiama in panchina Moroni, un suo fedelissimo. Ma a metà stagione accade ancora un ribaltone. Borra cede la società a Leonardo Scarzella, medico torinese, che richiama in panchina Cichero, a fianco di Moroni. E’ una stagione di transizione, dalla quale parte la ricorsa per quella successiva, il 1995-96, l’”Eccellenza dei record”.
Ritornano nomi importanti, quali Baldisserri e Piccareta dall’Imperia, ma è in cabina di regia che la Sanremese trova il suo asso: è Stephan Lerda, che ha giocato nel Bordeaux anche al fianco di Zinedine Zidane. 30 partite, 24 vittorie e 6 pareggi: la Sanremese smonta presto le velleità dell’Imperia, seconda, e vola nuovamente nel CND. Ma stavolta con la voglia di esserne protagonista.
Per il campionato 1996-97 arrivano l’ala Lamberti, il centravanti Zaniolo e anche Lerda, che trasferitosi in estate allo Spezia in C/1, non aveva avuto gli spazi sperati. Ma è il campionato delle toscane: vince il Viareggio, con 71 punti, secondo arriva il Castelnuovo con 70. La Sanremese, terza con 60 punti, partecipa e stravince i platonici play-off, ma la gloria è rimandata alla stagione successiva.
1997-98: è ancora CND, ma stavolta è soprattutto Sanremese. Col ritorno di Spatari, l’arrivo del portiere Nioi, i difensori Tibaldo e Graziani, il giovane Siciliano dall’Ospedaletti (che a 16 anni aveva rifiutato il trasferimento al Milan!) e Di Loreto e Bifini dal mercato autunnale, i biancoazzurri sono un rullo compressore.
Perdono la vetta solo all’ottava giornata, a vantaggio del Camaiore, ma la riprendono all’undicesima non mollandola più. Saranno 13 alla fine i punti di vantaggio sulla Pavullese seconda e 17 sul Camaiore terzo. La classifica cannonieri è vinta, guarda caso, da un “fedelissimo” come Giancarlo Calabria con 15 reti.
La coda al campionato è velenosa: le polemiche a livello dirigenziale trovano sbocco solo ad agosto, con la cessione della società a Piergiorgio Bella, farmacista di origini piemontesi, mentre la Poule Scudetto, competizioni fra le vincenti dei nove gironi di Serie D, è vinta dal Giugliano in finale proprio contro la Sanremese: 1-2 in terra campana, 0-1 al “Comunale”. Ma poco importa: la Sanremese torna fra i professionisti, in C/2 (nella foto, la festa-promozione negli spogliatoi).
Foto e notizie storiche tratte da:
Bruno Monticone e Sergio Sricchia con la collaborazione di Paolo Staltari,
Sanremo Biancoazzurra – Il Romanzo della Sanremese.





